La serata delle cover – 4ª serata del Festival di Sanremo 2026

La quarta serata è sempre una delle più attese. È la notte delle cover, dei duetti, degli omaggi. È il momento in cui gli artisti si mettono in gioco su un terreno diverso, spesso più insidioso: reinterpretare un brano che ha già una storia, un’anima, un pubblico. Anche quest’anno il palco del Teatro Ariston ha confermato di essere il cuore pulsante della musica italiana. La sensazione è stata quella di una serata più libera, meno ingabbiata dalla tensione della gara e più concentrata sull’emozione pura. La vera differenza non l’ha fatta la voce più potente o l’arrangiamento più spettacolare. L’ha fatta l’interpretazione. Ci sono stati duetti costruiti con grande intelligenza, dove l’ospite non era un semplice “nome” ma una presenza capace di aggiungere significato. Alcuni artisti hanno scelto la strada della fedeltà all’originale, puntando tutto sulla nostalgia. Altri hanno avuto il coraggio di cambiare ritmo, atmosfera, intenzione. Ed è lì che si vede la personalità. Perché una cover non è mai una copia. È una dichiarazione artistica. L’orchestra è stata ancora una volta protagonista silenziosa ma fondamentale. In una serata come questa diventa l’anima dell’arrangiamento, il ponte tra passato e presente. Ci sono stati momenti in cui un semplice ingresso degli archi o una variazione nei fiati hanno trasformato una buona esibizione in qualcosa di memorabile. La quarta serata vive anche di sorprese. Accoppiate inaspettate, contaminazioni tra generi, scelte coraggiose. Giovani artisti che si misurano con brani iconici, nomi affermati che decidono di rischiare. È una notte che può cambiare le percezioni, che può ribaltare equilibri costruiti nelle prime serate. La classifica della serata cover conta, ma fino a un certo punto. Più della posizione, resta l’impatto emotivo. Una performance riuscita può far riscoprire un artista, può riportare attenzione su una canzone in gara che magari non aveva convinto del tutto. Da voce radiofonica e da appassionato di musica, ho ascoltato questa serata con un’attenzione particolare. Le cover sono un patrimonio per la radio: riaprono archivi, fanno dialogare generazioni, riportano in vita brani che magari non ascoltavamo da tempo. La quarta serata del Festival di Sanremo non è solo spettacolo. È memoria, reinterpretazione, rischio. È il momento in cui la musica dimostra di essere viva, perché cambia pelle senza perdere identità. E adesso si va verso la finale. Ma dopo la notte delle cover, qualcosa — come ogni anno — è già cambiato.

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