Terza serata del Festival di Sanremo 2026
ILa terza serata del Festival di Sanremo 2026 è stata quella della conferma. Dopo un debutto tra curiosità e una seconda serata più tecnica, ieri abbiamo visto il cuore vero della gara: interpretazioni più sicure, artisti meno tesi e qualche sorpresa che ha cambiato gli equilibri.
Il palco del Teatro Ariston si è acceso con un’energia diversa. Si percepiva meno rigidità e più consapevolezza. Alcuni Big, forse partiti in sordina, hanno trovato la loro dimensione proprio ieri sera, dimostrando che a Sanremo la prima impressione non è mai definitiva.
Ci sono stati artisti che hanno fatto un vero salto di qualità. Brani che alla prima apparizione sembravano radiofonici ma freddi hanno acquisito spessore grazie a un’interpretazione più intensa. Segno che il Festival è anche resistenza emotiva: reggere la pressione e trasformarla in forza scenica.
Altri, invece, hanno confermato quanto di buono già mostrato. E qui si vede la differenza tra chi arriva preparato mentalmente e chi si lascia travolgere dall’onda mediatica. Musicalmente la serata è stata più compatta: meno dispersione, più identità. Si è sentita una maggiore coerenza tra arrangiamenti e personalità degli artisti. L’orchestra ha avuto un ruolo centrale, valorizzando alcuni brani con sfumature che in studio probabilmente non emergono con la stessa intensità.
La conduzione ha mantenuto un buon equilibrio tra spettacolo e gara. I momenti di leggerezza hanno alleggerito la tensione senza rubare troppo spazio alla musica. Il pubblico dell’Ariston è sembrato più partecipe, con applausi più convinti e meno timidezza. Quando succede questo significa che il Festival sta entrando nel vivo.
Dopo tre serate iniziano a delinearsi delle gerarchie, ma attenzione: Sanremo è famoso per ribaltare tutto all’ultimo. Ci sono brani che crescono ascolto dopo ascolto, e proprio quelli potrebbero diventare pericolosi nella volata finale.
Personalmente ho apprezzato le canzoni che hanno osato di più, quelle che cercano un’identità forte e non solo la classica struttura sanremese. La differenza, alla lunga, la fa l’emozione. E ieri sera di emozioni vere ce ne sono state.
La terza serata del Festival di Sanremo 2026 è stata la più equilibrata finora. Meno effetto sorpresa, più sostanza. È la serata in cui si capisce chi sta facendo un percorso e chi sta semplicemente passando sul palco.
Ora la gara entra nella fase decisiva. E come sempre, il Festival non è solo una competizione musicale: è uno specchio dell’Italia che canta, discute, si divide… ma alla fine si ritrova davanti allo stesso palco.

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